Il Paese - Proloco Albaredo d'Adige

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COMUNE DI ALBAREDO D'ADIGE


Situato alla sinistra del fiume Adige confina con i comuni di Belfiore, Bonavigo, Ronco all'Adige, Roverchiara e Veronella.
Albaredo d'Adige comprende le frazioni di Coriano, Michellorie e Presina.

Abitanti: 5.313
Estensione territoriale: Kmq 28.22.

Festa patronale: S. Rocco il 16 agosto.
Giorno di mercato: Venerdì.

CAP: 37041

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Albaredo d'Adige



CENNI STORICI

Ricca è la presenza umana sul territorio di Albaredo fin dal Neolitico, circa 4000 a.C., dalle varie fasi dell'Età del Bronzo XIV - X secolo a.C. e Romana, soprattutto in località Bernardine di Coriano, Beccacivetta di Coriano e Sabbionara - Tramon.
Il 1° atto in cui si parla di Albaredo è il "Rescritto di Berengario", il quale donò nel novembre del 893 la corte di Albaredo alla contessa Gisla.
Nel 1077 la corte di Albaredo era in possesso del Duca Enrico d'Este e questi, il 30 Novembre, la vendette a Buonzenone e a Crescenzio, figlio di Persinaldo, negoziante di Verona. La famiglia Crescenzi che dominava su Albaredo, fu coinvolta nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini; per un momento di debolezza dimostrata verso i Guelfi, il tiranno Ezzelino da Romano le tolse Albaredo, che sottopose al dominio di Verona.

Albaredo nel Medioevo

Albaredo, a quel tempo, aveva due chiese una costruita in onore di S. Maria e l'altra in onore di S. Pietro, di cui oggi non resta alcuna traccia, e due castelli.
In località Motta sorgeva infatti la Rocca di Rivalta nella quale nel 1090, si rifugiò Enrico IV di Germania.
La Rocca fu distrutta nel 1234 a causa dei contrasti tra il partito guelfo e quello ghibellino e la stessa sorte ebbe anche quello di Albaredo.
Dopo la tragica distruzione dei suoi castelli, Albaredo passo sotto la Signoria degli Scaligeri ,che ricostruirono i castelli e potenziarono la difesa militare con la costruzione del castello di Coriano e la fortificazione di San Tomio e di Beccacivetta; quindi seguirono tutte le vicende politiche e militari di Verona, in particolare il 13 marzo 1338 le truppe Veneto-Fiorentine si scontrarono con gli Scaligeri e per tutto il tempo dell'occupazione Albaredo dovette assistere alle scorrerie e ai saccheggi che le truppe operavano nel suo territorio.
Antonio della Scala, uno degli ultimi Scaligeri, nel 1328 assegnò il territorio di Albaredo, Cucca e Coriano, a Cortesia di Marassi Serego, nobile vicentino, divenuto comandante generale delle truppe scaligere.
Nella notte del 18 ottobre 1387 la città venne occupata dalle truppe di Gian Galeazzo Visconti. il quale cedette i beni della fattoria di Albaredo a Niccolò Bastiani.
Francesco da Carrara, signore di Padova, volendo estendere il suo dominio sulla Marca Veronese, per combattere i Visconti fece gettare un ponte sull'Adige ad Albaredo (8 gennaio 1404) e costruire delle fortificazionicon terrapiene e trincee. Il ponte fu distrutto poco dopo, oggi rimangono alcune tracce dei piloni principali in località Motta.


 
 
 
 



Arrivano i Veneziani


Nel XV secolo, Albaredo passò sotto la Repubblica di Venezia. Il paese faceva capo alla Comunità di Cologna Veneta e per un certo tempo appartenne alla Diocesi di Vicenza. La ricchezza principale del paese era il fiorente commercio fluviale e i mulini, numerosi specialmente sul tratto Lora-Motta. Nel 1630 la provincia di Verona, e quindi anche Albaredo, furono interessati peste, che causò numerosi morti. Fino al 1718 il territorio di Albaredo fu amministrato dai nobili Malipiero, i quali lo arricchirono di ville chiese e oratori. Per unire i comuni di S. Giovanni Lupatoto, Zevio, Ronco all'Adige ed Albaredo con la città di Verona, il 2 Luglio 1898 venne inaugurato un tram a vapore.

Il XX secolo


Durante il periodo della I° Guerra Mondiale Albaredo ospitò i soldati di passaggio per il fronte e a tal scopo fu costruita la "Casa del Soldato". I cento caduti albaretani sono ricordati in una lapide che fu inaugurata il 9 ottobre 1921.
Durante il Ventennio Fascista venne creata una colonia elioterapica per ragazzi bisognosi di cure.
Il 23 aprile 1945, alla vigilia della fine della II° Guerra Mondiale, fu fatto saltare il ponte e il paese subì un pesante bombardamento. Nell'immediato dopoguerra il ponte sul fiume Adige fu ricostruito in cemento armato.


NOTA:
nella biblioteca comunale potrete trovare maggiori informazioni ed approfondimenti sulla storia del nostro paese.



 
 

LUOGHI D'INTERESSE

 
 



. PARROCCHIA S. MARIA


L'attuale edificio, con la bella facciata neoclassica è il risultato dell'ultimo rifacimento degli inizi del XX secolo, operato su una precedente costruzione del XVIII secolo. La canonica è una villa con facciata manumentale. (VIA CHIESA)


 
 

. CHIESA DI S. LUCIA DI CA' DEL SETTE

Risalente al 1320, all'interno si possono ammirare gli affreschi della Madonna in trono allattante bimbo e pittura murale raffigurante Santa Lucia.
(VIA CADELSETTE)

. VILLA SAREGO - RINALDI - CORTE RICA

Beccacivetta, così in loco viene chiamata questa villa, si erge su un antico dosso atesino. Il palazzo è stato modificato nella sua parte centrale dall'architetto Fagioli, che ne ha sopraelevato il piano nobile sulla precedente costruzione, quasi del tutto demolita; rimangono solo i muri portanti che costituiscono parte dell'edificio costruito su progetto di Andrea Palladio.
All'interno in alcuni saloni si trovano gli affreschi dell'antica dimora di Corte Ricca: un ciclo pittorico che illustra la vita a Beccacivetta in epoche cinquecentesche con scene relative alle quattro stagioni che rappresentano i lavori e i ritmi di vita in villa inserito nel paesaggio veronese idealizzato, come si usava all'epoca.
Questo ciclo pittorico è stato attribuito in passato a Domenico Riccio, detto Brusasorzi; recenti puntuali ricerche (G. Rigodanzo, Adige Nostro) hanno prodotto precisi riferimenti iconografici all'ambito bassanesco dei Da Ponte. Fra le cose importanti presenti a Beccacivetta è da segnalare la presenza di una statua lapidea di Madonna con Bambino seduta in trono del trecento, opera scaligera attribuita a Giovanni di Rigino.
(VIA BECCACIVETTA - LOC. CORIANO)

. VILLA PEROSINI - FONTANA

Di impianto rinascimentale con rifacimenti neoclassici. (CORSO UMBERTO I)

. VILLA BRENA - CA' DELL'ACQUA


Progettata alla metà del XX secolo e ispirata allo stile settecentesco delle ville venete. (VIA ZURLARE)


 
 
 
 



. IL FIUME ADIGE


Il fiume Adige nasce da 3 laghetti glaciali a 1571m presso il Passo Resia, nelle Alpi Atesine. Dopo aver percorso l'Alto Adige con andamento impetuoso, una volta giunto al piano, prosegue tranquillo con un aspetto fluviale padano caratterizzato da ampie anse.
Da Verona in poi, presenta la sua lunga zona a ciprinidi e offre ai pescatori una grande ricchezza di barbi e cavedani. Si possono talvolta trovare carpe, tinche e altri pesci come lucci, persici trota e anguille.
Alla fine del suo corso, dopo 410 Km l'Adige sfocia nel mare Adriatico vicino al paese di Chioggia e alla foce del fiume Brenta. Anticamente convergeva nel fiume Po da cui oggi è separato solo da un sottile lembo di terra alluvionale depositatasi nel corso dei secoli.



 
 
 
 
 
 
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